Siamo arrivate in un momento particolare con il nostro progetto. La direttrice con cui abbiamo parlato la prima volta non c’è più e anche l’educatore che si è speso tanto per farci partire, facilitandoci ogni passaggio, ha cambiato posto. Parliamo con la vicedirettrice. Ci spiega che gli educatori hanno molto lavoro e devono seguire il detenuto con continui colloqui e relazionare con frequenza.
Mi viene da chiedermi che persona adulta possa accettare di essere rieducata quando non è più un ragazzino. Io sarei una recidiva o accetterei di dover intraprendere un percorso di rieducazione? Quanta umiltà ci vuole che io non ho?
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