Corridoi

Essere qui mi costringe a riflettere cos’è il carcere nel mio immaginario? Poliziotti con sguardi truci, un sacco di problemi burocratici, violenza verbale, chiavi che girano, tensione nelle voci e nei corpi. Me lo devo chiedere perché quello che ho davanti sembra diverso. Normalmente burocratico: come entrare in banca o prendere un aereo, come pagare una fattura e avere bisogno della firma del superiore. Ma qui la burocrazia sembra senza sotterfugi e la sua lampante chiarezza è quasi rassicurante. Non ci tende tranelli. Infatti i permessi sono tutti a posto e quindi passiamo la prima coppia di porte e poi la seconda e poi corridoi dal soffitto basso come i sottopassaggi della stazione. Mi chiedo se questi corridoi lunghi lunghi servano a portare o a separare: e un architetto che progetta un carcere fa un percorso di studi particolare per progettare un posto così brutto?

Tags:

Comments are closed.