Tensioni2

Ci sono stati altri incidenti “in nostra assenza”, la cosa mette in difficoltà il gruppo che si ritrova decimato per questo motivo. Noi siamo spiazzate, un pò anche per la corrente di simpatia che si era creata, un pò per il renderci conto di come un luogo che all’esterno appare fisso e immobile, a causa delle sue regole, sia in realtà un luogo di estrema insicurezza. L’idea che ne abbiamo è che sia un’isola di infelicità in cui tutto si ripete uguale e che la fatica di chi c’è finito dentro stia nell’accettarne l’immobilità. Mentre invece ci spiegano che tutti questi incidenti provocano tensioni interne fortissime, perquisizioni ripetute, revoche di permessi. Ancora non abbiamo ben capito come funziona il mondo dietro le sbarre, se prevalga la certezza delle regole o la discrezionalità come punizione.

Quando arriviamo -ed è la prima volta del nostro fotografo – veniamo scortati fino alla biblioteca del penale da un agente. L’aria è cambiata.

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