Settimanale avventuroso di letteratura
Ricerca Nel Blog Di Mompracem:
Commenti players
Pagine
Categorie
Archivi
Commenti del giorno

giugno: 2010
L M M G V S D
« mag   lug »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930  
Sottoscrivi
Preview Image

Poesia: Mandate a dire all’imperatore di P. Cappello

di

Puntata del 5 Giugno 2010 A cura di Azzurra D’Agostino Crocetti Editore ha dato recentemente alle stampe (Aprile 2010) l’ultima raccolta di poesie del friulano Pierluigi Cappello. Parliamo con lui del dolente, intenso e maturo “Mandate a dire all’imperatore” Ascolta l’intervista a Pierluigi Cappello AGOSTO  2010: PIERLUIGI CAPPELLO VINCE IL PREMIO VIAREGGIO PER LA POESIA […]

More about Mandate a dire all'imperatore

Puntata del 5 Giugno 2010

A cura di Azzurra D’Agostino

Crocetti Editore ha dato recentemente alle stampe (Aprile 2010) l’ultima raccolta di poesie del friulano Pierluigi Cappello.

Parliamo con lui del dolente, intenso e maturo “Mandate a dire all’imperatore”

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

AGOSTO  2010: PIERLUIGI CAPPELLO VINCE IL PREMIO VIAREGGIO PER LA POESIA
riportiamo la motivazione della giuria:

Premio Viareggio-Rèpaci per la Poesia 2010

In una terna di grande spessore, la Giuria ha ritenuto di assegnare il Premio Viareggio-Rèpaci 2010, per la poesia, 81.ma edizione, a Pierlugi Cappello per la raccolta pubblicata da Crocetti editore in Milano dal titolo: Mandate a dire all’imperatore.

Più giovane vocazione poetica ma già con le stimmate della propria genesi dolorosa e necessaria, Pier Luigi Cappello misura, in un doppio registro emotivo-linguistico, italiano e friulano, il suo sentimento del tempo e del recupero memoriale. Un tempo, il suo, frazionato  in «minuti raddensati in secoli / nei gesti di uno stare fermi nel mondo». Un ricordare di «chi non ha più niente dietro di sé» o ha «la memoria lunga / di chi ha poco da raccontare», nella coscienza che «il futuro è quello che rimane, ciò che resta delle cose convocate / nello scorrere dei volti chiamati». Così dicono i suoi versi, dove tuttavia di prepotenza scatta una forza intima ed estrema, capace, da sparsi e minuti indizi, di ricostruire l’universo e di guardare, di noi, ciò che non resta «dopo che tutto è stato fatto per trattenere la vita». Perché di noi qui si parla, e con noi di un mondo che va comunque cantato, nella sua prepotente e sensitiva natura, nell’eco delle voci e nell’ombra dei volti e nella traversia delle cose che contano, con trasporto amoroso e con tenace patire.


1 Risposta a questo commento
  1. giuliana luciano ha scritto:
    agosto 17th, 2011 at 6:05 pm

    L’intensità dell’espressione poetica suggerisce atmosfere di estrema libertà , in uno studio profondo di parole ed immagini.

Feed: RSS